Dolci light: bicchierini di yogurt e frutta



Il mio dolce light: bicchierini di yogurt e frutta
Oggi vi propongo un dolce light ed healthy perché prima e dopo le feste di Natale in molti cercano di tagliare le calorie per compensare gli stravizi natalizi, magari l’eccesso di biscotti che ho postato ultimamente :)

Questi bicchierini uniscono le virtù e i colori della frutta alle proteine e alla cremosità dello yogurt greco. Potete scegliere la frutta che preferite a seconda della stagione, io ho scelto l’arancione di cachi e clementine. I cachi regalano dolcezza, le clementine arricchiscono di profumo l’insieme.

Vanillekipferl, biscotti di Natale tradizionali



I kipferl sono tradizionali biscotti di Natale austriaci

I vanillekipferl sono dei biscotti di Natale alle mandorle tipici di Austria e Germania. Il loro nome si traduce in “cornetti alla vaniglia”, infatti, questi tradizionali biscotti a forma di mezzaluna profumano di vaniglia. L’impasto è arricchito dalle mandorle e il risultato si scioglie in bocca. Si conservano per una settimana in una scatola di latta, quindi sono il regalo goloso natalizio perfetto.

Vanillekipferl

Speculoos: biscotti speziati dal Belgio


Oggi vi propongo dei biscotti che arrivano dai Paesi Bassi: gli speculoos, noti anche come caramelised biscuit. Profumano di cannella, di spezie, ma anche di liquirizia, e insomma, sanno proprio di Natale, tanto che in Belgio, si trovano nei supermercati e nei forni soprattutto nel periodo di San Nicola, che viene festeggiato il 6 dicembre, e per tradizione porta in dono ai bambini dolci e giocattoli. 

Dolcezza a colazione

La colazione è il mio momento della giornata preferito, mi piace dedicarle tempo, godermela con calma, preferisco alzarmi cinque minuti prima piuttosto che fare colazione di corsa. Mi piace coccolarmi con qualcosa di dolce, ma anche sano, così sono sempre alla ricerca di modi nuovi per addolcire la mia colazione in maniera naturale.
Sfogliatelle napoletane per una dolce colazione

Storie di cucina, storie di donne

Oggi vi offro un caffè, ma poi facciamo una chiacchierata seria. Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Questa giornata è stata istituita per sensibilizzare l'opinione pubblica, ma l'opinione pubblica siamo noi, ognuno di noi può fare qualcosa: cercare di non voltarsi dall'altra parte.
Un caffè per parlare di storie di donne

Massari a Napoli per una disfida tra panettoni



Il Panettone arriva a Napoli
Se chiedete ai pasticcieri italiani chi è il maestro dei maestri, vi daranno sempre la stessa risposta: Iginio Massari. Il Maestro è entrato nelle case di tutti grazie al programma il più grande pasticcere, ma gli appassionati di pasticceria lo conoscono per i suoi libri Non Solo Zucchero, una vera enciclopedia dell’arte del dolce. Proprio Massari sarà il giudice di un’interessante sfida tra alcuni dei migliori panettoni italiani.

Le empanadas di Cecilia, ricetta tipica peruviana



Le empanadas peruviane di Cecilia
La ricetta e le foto delle empanadas che vi presento oggi non sono mie, ma sono un regalo che mi ha fatto la mia amica Cecilia. Cecilia è italo-peruviana, ma ora vive a Parigi e prima ancora è stata in Germania, cucinare piatti italiani e, ancor di più, peruviani è per lei un modo di ricreare casa quando si è lontani. Vedendo le sue empanadas su instagram, mi sono sembrate una piccola poesia, ho sentito forte il suo sentimento di nostalgia, ma insieme di gioia nell'aver ricreato qualcosa che sa di casa e ho avuto voglia di assaggiarle. Grazie alla sua ricetta posso viaggiare dall’altro lato del mondo dando un morso a un'empanada e chiudendo gli occhi.
Le empanadas sono dei fagottini di pasta ripieni di carne, tipici dell’America Latina, ma hanno origine dai ripieni diffusi nei paesi arabi che affacciano sul Mediterraneo. Sia l’impasto che il ripieno cambiano a seconda della regione, Cecilia mi ha regalato la ricetta delle empanadas peruviane della sua famiglia, mi piace come ha voluto guidarmi passo passo nella preparazione, venite a prepararle con noi?
Empanadas

La tradizione napoletana: 'mpustarelle e sfogliatelle



La tradizione napoletana è ricca di piatti da scoprire, ricette che permettono di fare un viaggio nel tempo alla ricerca della ricetta originale o delle mille varianti. Il tema dell’ultimo incontro alla scoperta delle antiche ricette partenopee targato ’O Sfizio d’’a Notizia di Enzo Coccia sono state ‘mpustarelle e sfogliatelle. La giornalista Laura Gambacorta è riuscita a mettere insieme due pizzaioli, un panettiere, un mugnaio e tre pasticceri, che hanno dato vita ai protagonisti del racconto del Professor Fabrizio Mangoni.
La sfogliatella Santa Rosa, dolce tipico napoletano

World Pasta Day: spaghetti cozze e limone



Gli spaghetti con cozze e limone
Gli spaghetti cozze e limone sono un primo piatto fresco e profumato, perfetto per riportare il sole a tavola. La pasta con le cozze e il limone è una ricetta semplicissima e veloce, servono tre ingredienti e il tempo di cuocere la pasta. Attenzione, gli ingredienti sono solo tre, quindi cozze e limoni devono essere freschissimi e la pasta di ottima qualità, io ho usato gli spaghettoni Gerardo di Nola che col loro rilascio di amido hanno reso la pasta cremosissima senza alcuna aggiunta di grassi!Ho cotto le cozze al vapore, il mio metodo preferito per mantenerle morbide e saporite. L’abbinamento cozze e limone, ravvivato dal pepe, è alla base della classica impepata di cozze, un tipico antipasto partenopeo, quel giorno però avevo voglia di pasta e il profumo dei limoni appena raccolti ha fatto il resto…

“Racconta il tuo produttore”: la prima iniziativa #slowthinking

Slowthinking è nato per unire foodblogger che vogliono fare rete senza dialogando e condividendo le proprie conoscenze, per crescere insieme.
Racconta il tuo produttore, slowthinking
L'iniziativa "Racconta il tuo produttore" nasce come un modo per condividere le piccole realtà produttive del nostro paese alle quali ci sentiamo più legati. Vogliamo raccontare storie di uomini e donne che tutti i giorni decidono di percorrere una strada tortuosa e in salita per regalarci le piccole eccellenze che rendono grande l'Italia, persone che portano avanti metodi di lavorazione che altrimenti andrebbero persi.

La Cheesecake di Jacques Genin


La Cheesecake con la ricetta di Jacques Genin
La Cheesecake di Jacques Genin è la versione francese di questo famoso dolce. Ho già postato la classica New York Chesecake, ma questa ricetta è speciale perché è di uno dei mostri sacri della pasticceria francese. Ho già scritto del mio amore per la pasticceria francese e provato diverse ricette del maestro Genin con enorme soddisfazione. A prima vista le sue ricette sembrano quasi banali, in realtà sono curate nei minimi dettagli, anche il dolce più semplice nelle sue mani diventa perfetto.

Ho mangiato il Gateau au Fromage Blanc di Jacques Genin due volte nella sua pasticceria di Rue Turenne a Parigi. In più ho avuto la fortuna di assaggiare la Cheesecake con la ricotta di bufala che il maestro Genin ha presentato a LSDM 2016 insieme alla mia amica Rosa, che si è innamorata di questo dolce e voleva regalarselo per il suo compleanno. Il desiderio di darle una ricetta testata, mi ha fatto superare la paura dei guai che il mio forno rotto avrebbe potuto combinare: grazie Rosa!

La ricetta arriva da un blog francese, che a sua volta la riprende da una rivista.  Io ho studiato tutte le versioni che ho trovato online e ho aggiunto le dritte che il maestro Genin ci ha regalato dal palco a Paestum. La ricetta è semplice, ma è importante curare ogni passaggio.

Cheesecake di Jacques Genin

Cucina dolce a LSDM: il collettivo PASS121 e il caffè Kimbo



PASS121 è un collettivo di undici pasticceri italiani che hanno deciso di unire le proprie forze e le proprie esperienze per valorizzare gusto, tecnica ed esperienza italiani. PASS121 è l’acronimo di Passione, Alchimia, Scienza, Sogno, mentre il numero 121 rappresenta i gradi a cui bisogna portare lo sciroppo di zucchero per ottenere la meringa all'italiana.
Cinque di questi pasticceri -Beppe Allegretta,  Daniele Bonzi, Antonino Maresca, Mario Peqini, Galileo Reposo- hanno portato Passione per la cucina dolce, Alchimia di consistenze e sapori, capacità tecnica praticamente Scientifica e ambizione di far vivere un Sogno a LSDM 2016, dove 160 fortunati ospiti del congresso hanno vissuto attimi di magia grazie alle loro creazioni a base di caffè.
Il dolce di Antonino Maresca, di PASS121, a LSDM2016

LSDM 2016 visto dal treno di ritorno

LSDM è un congresso culinario a cui ho avuto la fortuna di partecipare quest'anno per la quarta volta. Le Strade Della Mozzarella si tiene a Paestum, un piccolo centro nella parte più a Sud della Campania che è una sintesi perfetta del potenziale del nostro Paese.

Umami mediterraneo



La mia proposta per il contest “Pasta e Mozzarella Veggie Style” a prima vista sembra avere poco a che fare con la dieta mediterranea. Eppure sono partita da due piatti della tradizione campana per giungere a una versione che rispetta in pieno i dettami della dieta mediterranea. Mi sono ispirata alla minestra salvagioia ischitana, in cui però ci sono anche i fagioli, e alla minestra maritata che si prepara a Napoli a Santo Stefano, in cui la carne è fondamentale e le verdure sono servite in un fumante brodo di gallina. Nella piramide alimentare di Ancel Keys, però, i legumi compaiono solo un paio di volte a settimana e la carne ancora meno, la mia proposta punta ad alleggerire i piatti della tradizione e li contamina con un brodo e un insieme di spezie di ispirazione giapponese perché, se c’è una cosa che ho imparato dalla cucina “contemporanea”, è non aver paura di mescolare tecniche nuove e piatti antichi, spezie provenienti da lontano e ingredienti radicati nella tradizione.

La minestra di gnocchetti sardi e mozzarella prima dell'aggiunta del dashi

La minestra salvagioia, piatto della tradizione dell'isola d'Ischia



La minestra salvagioia, antico piatto della tradizione contadina ischitana
La minestra salvagioia è un antico piatto della tradizione contadina dell’isola d’Ischia. Si tratta di una zuppa povera a base di fagioli bianchi ed erbe spontanee. Questo piatto è l’antenato di tutte le minestre di legumi e verdure a foglia che si compaiono spesso sulle tavole invernali napoletane: scarole e fagioli, broccoli e fagioli, ma è ancora più povera e contadina perché preparata principalmente con erbe selvatiche. Oggi per me questo è un piatto da re, servono conoscenze botaniche per riconoscere le erbe selvatiche e tempo per scovare i sentieri dove poterle raccogliere. Per preparare questa zuppa mi servono i consigli di mio padre e l’occhio attento di mia madre, mi serve la saggezza di generazioni di ischitani.
La minestra salvagioia è un piatto che segue le stagioni, il sapore cambia man mano che dall’autunno ci si inoltra nell’inverno fino ad arrivare alle erbette primaverili. Nei sentieri dietro casa mia ho raccolto borragine, finocchio selvatico, tarassaco, cicoria, rucola servatica, tunz, caccialepre, ma si usano anche il cardo, l’ortica e la raspulella. Alle erbe spontanee si possono aggiungere le verdure a foglia offerte dall’orto, io ho trovato scarole, friarielli e diiversi tipi di broccoli e minestra di cui nemmeno conosco il nome!

Non so bene dove nasca il nome “salvagioia”, forse è legato ai tempi di carestia, quando l’uso delle erbe di stagione era considerato l’inizio felice di un nuovo ciclo, forse indica che questa minestra è nutriente e ricostituente.

Nella cultura contadina ischitana il maiale, sotto forma di cotica o gambetto di prosciutto non può mancare, ma io ne propongo una versione totalmente vegana, ma non per questo meno gustosa. Essendo una ricetta della tradizione, non indico le dosi: si va a occhio!


Minestra salvagioia

Migrazioni e contaminazioni

“La scoperta  di  un  nuovo  piatto  fa per  la felicità  umana  più  che la scoperta  di una  stella”
Brillat-Savarin 

L'alveolatura dei panini sfogliati di bufala
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